in

LA CHANCE SU MARTE – Come ci viene (Album)

La chance su Marte è una band fondata nel 2016 sulle ceneri di The Liverpool, cover band dei The Beatles. Composta da Federico Olivieri (basso e voce), Francesco Flammia (chitarra acustica e cori), Francesco Coen (chitarra elettrica e cori), Alessandro Bisogni (chitarra elettrica), Alice Guazzarotti (tastiere, flauto traverso e cori) e Gianmarco Scortechini (batteria). Ricordiamo che sono stati selezionati per partecipare alle audizioni live del contest Musicultura. “Come ci viene” è il loro ultimo lavoro, uscito ad aprile di quest’anno, e questa ne è la recensione. 

L'attuale formazione de La Chance Su Marte.
L'attuale formazione de La Chance Su Marte.

“Come ci viene” è un album pop nella sua essenza, condito da un nutrito apparato di effettistica. Già da “Chance su Marte” è possibile individuare la genetica dei brani dell’interno album: una formula standard che si ripete in maniera ossessiva. Sebbene il messaggio che si evince dalle parole del testo sia piuttosto semplice, individuando come unica cura per la monotonia degli attimi la fuga dalla realtà così come noi la vediamo, non sono così banali le immagini evocate.

L’arpeggio classico in apertura non smentisce la stretta parentela col pop anni 2000 di “Oceano”. È una canzone molto estiva in cui l’impronunciabilità di certe emozioni viene poeticamente affogata nell’acqua marina. Ne “Il solito cliché” l’attenzione è catturata essenzialmente dal giro di basso, tuttavia la costruzione ripetitiva riaffiora anche stavolta fino alla stucchevolezza. I dialoghi sembrano essere incastrati in formule linguistiche che semplificano in maniera eccessiva le relazioni umane.

L’incipit di “Più di una vita” è caratterizzato da sonorità stridenti e fastidiose. Almeno è qualcosa rispetto alla monotonia del resto, insieme alla vocalizzazione femminile che si impone come fondamentale elemento di variazione. È apprezzabile come un sostrato elettronico sia alternato da intermezzi al pianoforte, per cui l’alt-pop si vena di sfumature punk. Penalizzante è la ripetitività che, sebbene si infiltri nel cervello, è di quelle che si vorrebbe dimenticare. Le sconfitte sono viste un po’ come tante morti che costellano l’esistenza che, ad ogni reincarnazione, continua a scorrere senza che ci sia una memoria a preservare dalla prossima volta.

“Come ci viene” è il singolo di lancio dell’album de La Chance Su Marte. La cornice è sempre estiva, per cui sabbia e acqua sono i mezzi attraverso cui la pretesa leggerezza di una chiacchierata prendono una forma fisica. Musicalmente si assesta sul target medio(cre) della gran parte della produzione indie-pop della scena musicale italiana: la ascolti ed è tutta uguale. Persino i testi risultano abbastanza prevedibili, costruiti su una metrica orecchiabile perché banalmente intuibile, che permette di indovinare la fine del verso prima ancora che venga pronunciato.

Ne i La Chance Su Marte convivono tutte le ragioni per cui Thegiornalisti, Calcutta e persino Lo Stato Sociale hanno un successo strepitoso. Gli anni ’90 e ’00 oggi sono perlopiù ascoltati con spirito di derisione. Tuttavia, fanno parte della giovinezza di chi oggi ha quasi 30 anni, o li ha da poco compiuti. “Rimani fragile” è una traccia caratterizzata da quelle sonorità che riescono a toccarti l’anima quando sei in preda alla nostalgia di un’innocenza perduta, oppure quando hai la necessità di affogare i dispiaceri del presente in una malinconia positiva che è dettata dalla consapevolezza che il senno di poi, in fondo, piace.

“Rimani fragile” è una traccia evocativa in cui, per quanto non ci sia niente di originale dal punto di vista musicale, ricorda che il pop ha ancora qualcosa da dire, anche a chi ci ha divorziato anni fa. La lirica è davvero dedicata a chi è cresciuto, implorando di conservare innocenza, meraviglia, sensibilità, condizione di possibilità di poter iniziare qualcosa di davvero nuovo. In “Tutto perfetto” il ritmo accelera, aumenta i feel, si sente finalmente la presenza della batteria, l’effettistica funziona.

Al di là della ripetitività del testo che si aggroviglia in continuazione intorno al tema affrontato, si distingue un certo ordine compositivo. “Che vada tutto liscio non significa che vada tutto bene” potrebbe essere una buona sintesi di “Tutto perfetto”, in cui ad essere decantate sono tutte le sfumature emozionali di cui la vita si colora. Con “Giovedì sera” ci saluta La Chance Su Marte. Il preludio è un voto al cantautorato classico, che si dipana in una ballata malinconica da cantichicchiare vicino al fuoco. Gli after dopo una serata indimenticabile, frenetica, emozionante, sono bocconi dolciamari da ingoiare.

“Come ci viene” è un album più pop che indie, che non regala grandi emozioni. L’impasto sonoro che hanno creato è gradevole, ma non sorprendente. C’è la passione che, se fosse nutrita da una partecipazione consapevole dell’apparato strumentale, troverebbe una vita d’uscita per l’empasse in cui sembrano chiusi.

Se dobbiamo stare alla soggettività, è impossibile escludere che anche a questo stato delle cose non possano trovare un pubblico di estimatori. Ad oggi, c’è da chiedersi su che basi si dovrebbe scegliere La Chance Su Marte e non un altro dei mille gruppi indie-pop che si affacciano sulla scena underground.

 

 

LA CHANCE SU MARTE

Come ci viene

Aprile 2018

Alka Record Label

La copertina di "Come ci viene" de La Chance Su Marte.
La copertina di “Come ci viene” de La Chance Su Marte.

Scritto da Emanuela Colatosti

Sedicente narratrice di disagio e acuta individuatrice di pressapochismo. Cresciuta a pane e filosofia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *